Smart working procedura semplificata fino a quando?

4 Giugno 2021

Sarà ancora possibile attivare lo smart working in procedura semplificata per i prossimi mesi. Ma partire da ottobre le cose cambieranno e si tornerà alla gestione ordinaria del lavoro agile, disciplinata dalla Legge dalla Legge 81 del 2017. L’introduzione dello smart working in procedura semplificata è stata una misura necessaria, che ha garantito l’alleggerimento burocratico in un periodo in cui l’emergenza condizionava il normale svolgimento delle attività. Ma l’ultimo DPCM ha fissato ottobre come ultima proroga a questa modalità.

Smart working procedura semplificata: in cosa consiste?

La disposizione riguardo alla richiesta di smart working in procedura semplificata è stata attuata dal Governo ormai un anno fa, in un’ottica di facilitazione che rispondeva alla situazione emergenziale dettata dalla pandemia. La situazione di contingente difficoltà ha quindi richiesto misure immediate, che permettessero ai datori di lavoro e ai dipendenti di adattarsi a una situazione straordinaria dagli sviluppi imprevedibili.

Attivare lo smart working in procedura semplificata consiste nell’attivazione della modalità del lavoro agile con un iter di accordo più veloce. Non è infatti necessario, ad oggi, allegare l’accordo di ogni singolo lavoratore alla richiesta, ma è sufficiente che l’azienda comunichi i nominativi dei dipendenti interessati al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Smart working come cambia a partire da ottobre?

A partire da ottobre, per tutte le aziende che vorranno mantenere attiva la modalità di lavoro agile, sarà necessario stipulare l’accordo individuale con ciascun dipendente, e trasmetterlo all’ente preposto.

Per il resto, lo smart working in procedura semplificata è nato con il solo obiettivo di velocizzarne la richiesta, a fronte di un’emergenza in atto. Pur nella criticità della situazione, molte aziende e dipendenti hanno potuto sperimentare lo smart working, una modalità di lavoro che esiste già da tempo, e che rappresenta una filosofia di impresa fondata su un concetto di prestazione lavorativa più di pratica e dinamica.
Viene garantita la soddisfazione del lavoratore che potrà portare a termine gli obiettivi in modalità che valorizzano l’autonomia e la flessibilità. E verrà garantita la soddisfazione del datore di lavoro, visto che un aumento della flessibilità ha effetti positivi sulla produttività.

Lo smart working in procedura semplificata: questioni al vaglio

Si prevede che a fine 2021 l’adozione di modalità di lavoro smart resteranno attive per almeno 2,7 giorni/settimana nel privato e 1,4 nel pubblico, per un totale di 5.350.000 persone.

Non solo perché un rientro di massa rischia di aumentare i contagi e moltiplicare i focolai, ma perché in molti hanno sperimentato i vantaggi che il lavoro agile offre sotto molti punti di vista. I numeri dell’osservatorio sullo Smart working, condotto dal PoLiMi già nel 2019 registravano un incremento della produttività, della motivazione e riduzione dei tassi di assenteismo.

Per questo motivo in questo momento si sta valutando se sia opportuno modificare la normativa sullo smart working. Ci sono pareri contrastanti, alcune società sono più inclini delle altre, mentre i Sindacati al momento invitano a ragionare meglio la questione. Sembra probabile la sigla di un protocollo nazionale sullo smart working siglato dalle parti sociali con il Ministero, come già avvenuto per quello sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

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